Guelfo Zamboni

1897 - 1994


Guelfo Zamboni

Guelfo Zamboni era un diplomatico di carriera ben inserito nella struttura burocratica dello Stato Fascista.
Nel febbraio 1942 fu inviato in Grecia, a reggere il Consolato Generale di Salonicco, nella zona occupata dall’alleato tedesco.
Assistette, indignato ma impotente, alle vessazioni e umiliazioni di ogni genere a cui i nazisti costrinsero gli ebrei, fino ai preparativi per la loro deportazione in Polonia (destinazione Auschwitz).
A quel punto decise di rilasciare il maggior numero possibile di certificati di cittadinanza italiana, che fungevano da salvacondotto e permettevano di rifugiarsi nella zona controllata dagli italiani.
Il gioco non fu semplice e incontrò la feroce ostilità tedesca, ma il Console Generale d’Italia non si fece intimidire, anzi, cercò in tutti i modi di allargare la nozione di “nazionalità italiana” con la formula magica di certificati “provvisori”, rilasciati in attesa di accertare meglio il diritto dell’intestatario. I
n questo modo la sede diplomatica di Salonicco riuscì a sottrarre alla morte non solo gli italiani, ma anche alcuni ebrei greci, in tutto più di trecento salonichini.
Zamboni si era trovato davanti il dilemma che attraversò in quegli anni tutta l’Europa: voltarsi dall’altra parte, rimanere indifferenti e al sicuro, o ascoltare la voce della coscienza, indignarsi e trovare il modo di agire contro la persecuzione. Scelse la seconda strada.

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video " Il Nemico Giusto" con un'intervista al console Zamboni dal minuto 39
trascrizione dell'intervista

recensione "Ebrei di Salonicco"

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